L’Antico Serpente Parte Prima – Alle origini di un mito moderno

 

Negli ultimi anni il termine rettiliani è entrato a far parte del lessico politico italiano, assieme ad altri lemmi come scie chimiche, NWO e Illuminati. Un tempo il suo uso era prerogativa esclusiva del sottobosco ufologico e/o cospirazionista, adesso invece viene usato in maniera denigratoria per canzonare certe convinzioni di alcuni esponenti politici. Con questo termine in ambito ufologico si usa designare una particolare tipologia di alieno ma talvolta viene anche usato come termine ombrello per indicare una famiglia di razze dalle caratteristiche comuni. I dettagli variano e anche di molto nelle varie narrazioni ufologiche ma almeno tre punti sono costanti. Innanzitutto, come si può intuire dal nome, questa razza possiede un aspetto e una fisiologia praticamente identica a quella dei rettili terrestri, tanto che alcuni autori rintracciano in loro i discendenti odierni dei dinosauri. Il secondo aspetto caratterizzante riguarda il loro habitat, il sottosuolo, ove risiedono di volta in volta in caverne, città sotterranee o basi situate nelle profondità della terra. Ultimo e più importante punto: essi sono estremamente ostili agli esseri umani. Grazie alle loro capacità ipnotiche e ai loro poteri mutaforma (altra costante) i rettiliani manipolano la società umana da secoli e esigono dai loro sottoposti terrestri regolari sacrifici umani.

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William Blake, Ghost of a Flea

Negli ultimi vent’anni i rettiliani sono divenuti una presenza fissa nel lore ufologico mondiale assieme alle altre due razze più popolari, i Grigi e i Nordici. Alla loro fama ha contribuito il divulgatore David Icke, che con i suoi best seller ha cristallizzato l’immagine di questi rettili spaziali nell’immaginario collettivo. Icke si dice certo che le famiglie che detengono la maggior parte del potere economico e politico mondiale siano ibridi umano-rettiliani. Questo meme si è diffuso a macchia d’olio e in questo articolo tenterò di risalire alle sue origini.

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Uno dei motivi del “successo” dell’archetipo dei rettiliani va sicuramente cercato nel suo esplicito riallacciarsi ad uno dei simboli più evocativi che la cultura umana conosca, ovvero il Serpente. Poche altre figure sono così cariche di significati e per analizzarli tutti occorrerebbe non un blog ma un’enciclopedia.
Il serpente è stato per molto tempo associato ai cicli della natura, si pensi alla figura dell’uroboro e considerato custode di conoscenze segrete (i Naga indiani). Nel corso del tempo si è sublimato nelle figure mitologiche del drago e del basilisco, simboli degli aspetti più brutali di una natura non ancora domata.
Ma il serpente per eccellenza è quello biblico, il serpente che apre e chiude la narrazione cristiana. Il serpente dell’Eden e l’Antico Serpente che finisce gettato nel lago di fuoco al termine dell’Apocalisse di Giovanni. È a questo serpente che Icke e i suoi epigoni sembrano ispirarsi. Una versione moderna, secolare dell’Antico Serpente che tuttavia non hanno creato loro. Icke e altri autori si sono limitati ha inserire i rettiliani nel più ampio contesto della teoria del complotto. L’origine del mito dei rettiliani va ricercata decenni addietro, durante l’età dell’oro dei pulp magazines. Non è un caso che le radici di questa figura affondino nella cultura popolare. Rettili umanoidi sono stati una presenza fissa nel cinema, nei fumetti e nella letteratura fantascientifica per più di un secolo. Già nel 1929 perfidi rettili intelligenti minacciavano la razza umana nel romanzo The Abysimal Invaders di Edmond Hamilton. Rettili umanoidi sono apparsi in film di grande successo come Il Mostro della Laguna Nera (1954) e appaiono con regolarità negli universi delle saghe di Star Wars, Star Trek e Doctor Who.  La moderna figura del rettiliano non sarebbe tale senza l’apporto dato dalla serie TV V- Visitors che conobbe un grande successo di pubblico negli anni Ottanta. Il folkore che circonda i rettiliani sembra essersi spesso interpolato con il mondo della fiction, attingendone elementi caratterizzanti in più di un’occasione. E come il serpente che si morde la coda la fiction ha attinto dalle teorie del complotto che aveva ispirato: il caso più eclatante sono senz’altro gli alieni Chitauri che appaiono nel reboot degli Avengers, Ultimates, realizzato dallo sceneggiatore scozzese Mark Millar. Nella seconda parte dell’articolo passerò in rassegna una serie di casi di incontri con creature rettiliane che vennero riportati in Italia durante gli anni Ottanta.

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 Maurice Doreal: Dal Tibet al Colorado

A metà degli anni Quaranta l’epopea dei pulp magazines era al suo zenith. Queste riviste, stampate su carta scadente, con le loro copertine piene di mostri, astronavi e ragazze discinte in pericolo, prodotte da schiere di scrittori che lavoravano a cottimo per compensi da fame, rappresentavano una delle forme di intrattenimento più popolari, secondi solo a radio e cinema. In quello stesso periodo però il confine tra realtà e finzione aveva iniziato a sfumare. Da qualche anno, infatti, infuriava la controversia sul cosidetto Mistero Shaver, nata sulle pagine della popolare rivista Amazing Stories, diretta al tempo da Ray Palmer, che aveva promosso e reso popolare la questione. Palmer aveva “scoperto” un tale, Richard Shaver e le sue teorie su una razza di malvagi mutanti, i deros, che vivevano nel sottosuolo e macchinavano ai danni dell’umanità. Palmer presentava le tesi di Shaver come fatti e ciò spaccò in due il fandom dell’epoca tra credenti e scettici.
Dopo questa esperienza Palmer si lancerà nella pubblicazioni di diverse testate a tema fortiano e ufologico (Fate sarà la più famosa) e soprattutto si farà in quattro per pubblicizzare il famoso avvistamento di Kenneth Arnold e la questione UFO in generale. Rimarrà coinvolta anche nel famoso incidente di Maury Island.

Nella posta di Amazing Stories giungevano numerosissime lettere di persone che affermavano di poter fornire validazioni indipendenti delle tesi di Shaver. I mittenti erano vari, si andava da ragazzini troppo fantasiosi a veri e propri pazzi. Tuttavia una attirò l’attenzione della redazione e venne pubblicata. Un piccolo estratto:

Come il signor Shaver, ho avuto contatti personali con i dero e perfino visitato le loro caverne sotterranee. Nel mondo esterno essi sono rappresentati da un’organizzazione nota genericamente come “Fratellanza Nera”, il cui scopo è la distruzione dei buoni principi dell’uomo”

Il mittente era un certo Maurice Doreal della Fratellanza del Tempio Bianco di Denver, al secolo Claude Doggins. I dettagli certi della sua biografia sono scarsi e quelli da lui stesso forniti sono fantasiosi e inverosimili. Pare fosse nato a Sulfur Springs in Oklahoma nel 1898. A dar credito ai suoi racconti avrebbe combattuto nel primo conflitto mondiale per poi recarsi in Tibet dove avrebbe studiato otto anni sotto la guida del Dalai Lama. Nel 1929 torna in America dove fonda la Fratellanza del Tempio Bianco, una setta ispirata al pensiero teosofico (lo stesso che influenzerà il contattista George Adamski) che nel corso degli anni arriva a contare un migliaio di seguaci. Doreal era anche un vorace bibliofilo e nel corso della sua vita arrivò a raccogliere ben trentamila volumi su esoterismo e fantascienza. Fu anche un prolifico pubblicista, producendo numerosi opuscoli in cui esponeva la sua visione del mondo, i quali venivano venduti per corrispondenza (a fine anni Ottanta era ancora possibile acquistarli). Tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta Doreal si convinse che una guerra atomica sarebbe scoppiata nel Maggio del 1953, così radunò i suoi seguaci e con essi si stabilì in un zona sperduta del Colorado. Lì i membri della setta iniziarono a costruire quella che sarebbe dovuta diventare la “Shamballa Occidentale”, una comunità autosufficiente che sarebbe sopravvissuta all’apocalisse. In quel periodo Doreal sedeva su un trono e indossava una tunica dorata. Non si sa nulla sulla sorte della Shamballa Occidentale dopo il mancato olocausto nucleare del 1953. Invece pare che Doreal sia deceduto nel 1963.

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Maurice Doreal, precursore del Mago Otelma?

Nei suoi scritti Doreal descrive una complessa cosmologia, troppo ampia per essere affrontata nella sua interezza in questa sede. Mi concentrerò sulla figura del Popolo Serpente che, oltre a ricoprire un ruolo centrale, presenta già in nuce tutte le caratteristiche della figura del rettiliano. Doreal rivelò l’esistenza di questa razza nel suo pamphlet Mysteries of the Gobi. Tuttavia il testo che può vantare di aver avuto la maggior influenza in materia sono senz’altro le Tavole di Smeraldo. Doreal attribuisce questo lungo poema a Thoth, un re-sacerdote atlantideo. Tale testo sarebbe inciso in alcune tavole custodite sotto la Grande Piramide, testo che Doreal avrebbe trascritto, tradotto e commentato nel 1925. Se il nome di Doreal è oggi quasi dimenticato, le Tavole di Smeraldo hanno avuto una grande fortuna postuma, soprattutto grazie a David Icke, il moderno teorico dei rettiliani, che le cita come fonte nel suo best seller Figli di Matrix. Ciò dimostra una connessione tra il lavoro di Doreal e il moderno folklore ufologico.

Centinaia di migliaia di anni fa, stando a quanto racconta Doreal, l’asse terrestre era diverso da quello attuale, così che i territori dell’Antartide e del Polo Nord si trovavano all’equatore. L’area del Polo Nord odierno era popolato da una razza di superuomini giganteschi noti in seguito come Figli di Dio, di cui l’uomo moderno non sarebbe che una genia degenerata. Agli antipodi si trovava invece il territorio del Popolo Serpente, che Doreal descrive come umanoidi con teste “simili a quelle di un grande rettile”. Le due razze entrarono in guerra. I membri del popolo serpente utilizzavano le loro capacità ipnotiche per apparire umani e infiltrare così i ranghi dei figli di dio. Tuttavia quest’ultimi trovarono uno strattagemma per smascherare le spie: tutti coloro che entravano nelle fortificazioni e nelle città umane dovevano pronunciare la parola kiningin, un suono che non poteva essere prodotto dalle corde vocali umane.
Nel conflitto si inserì una terza fazione. Stanziata in lussureggiante territorio situato dove ora si trova il deserto dei Gobi viveva una popolazione di umani biondi e dagli occhi azzurri eccezionalmente progredita. Essi avevano messo appunto l’arma finale per eliminare il popolo serpente e non esitarono ad usarla senza pensare alle conseguenze.
L’ordigno sprigionò una potenza tale che incrinò l’asse di rotazione terrestre portandolo nella posizione che conosciamo. L’Antartide si trovò all’improvviso immerso nel freddo polare e la maggioranza dei membri del popolo serpente morì assiderata. I pochi superstiti vennero massacrati dagli umani mentre intorno la crosta terrestre era sconvolta da eruzioni vulcaniche, terremoti e inabissamenti di interi continenti. Anche i Figli di Dio furono letteralmente spazzati via e il popolo dei Gobi divenne la razza dominante anche se andò incontro ad una graduale degradazione (e qui fa capolino l’ideologia razzista e antisemita che permea, neanche tanto velatamente l’opera di Doreal e che diverrà evidente nel proseguo di questa “saga”).
Doreal lascia intendere che il popolo serpente si sia estinto in seguito a questa catastrofe ma dopo 1947 cambia idea. In uno dei suoi opuscoli, Flying Saucers An Occult Viewpoint, ventila l’ipotesi che alcuni superstiti del popolo serpente siano caduti in uno stato di animazione sospesa, pronti a risvegliarsi per servire come truppe dell’Anticristo.

Spade e Stregoneria

Come abbiamo visto le idee di Doreal sui rettiliani hanno avuto, seppur passando attraverso varie mutazioni, grande presa sull’immaginario collettivo, basti pensare che grandi porzioni della sua cosmogonia, popolo serpente compreso, furono utilizzate nella Trilogia di Illuminatus! Di Robert A. Wilson e Robert Shea, uno dei libri da comodino della controcultura americana degli anni Settanta.
Doreal con la sua lettera ad Amazing Stories si riconnette idealmente alla fonte dell’immaginario e delle figure di cui le sue teorie sono infuse.
Come fa notare Micheal Barkun, autore del seminale saggio A Culture of Conspiracy, proprio i racconti fantasy, horror e di fantascienza dei pulp magazines fornirono a Doreal e affini un  enorme serbatoio di idee a cui attingere.
Per risalire alle origini degli uomini serpenti di Doreal bisogna andarsi a rileggere l’opera di Robert E. Howard. Considerato uno dei più influenti scrittori fantasy della sua generazione, Howard fu praticamente sconosciuto in vita e morì suicida a trent’anni nel 1936. È ricordato per aver codificato il particolare sottogenere dello sword and sorcery e per aver creato uno dei personaggi più iconici del genere, Conan il Barbaro.
Come le cronache di Doreal, i racconti di Howard sono ambientati in un passato remoto e dimenticato, popolato di valorosi guerrieri, mostri e maghi.
Nell’agosto 1929 Howard pubblica su Weird Tales il racconto The Shadow Kingdom. In questa storia un altro eroe nato dalla fervida immaginazione di Howard, Kull di Atlantide, deve fronteggiare uomini serpente capaci di mutare forma e apparire come umani. Nel racconto gli uomini serpenti erano creduti ormai estinti ma riappaiono decisi ad infiltrarsi nelle posizioni di potere.
Howard inoltre era assiduo corrispondente di H.P. Lovecraft, il padre dell’orrore cosmico, il quale fece apparire gli uomini serpente in alcuni suoi racconti.

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Copertina di Conan l’Usurpatore, realizzat da Frank Frazetta

Come ho già accennato è con gli anni Ottanta che i rettiliani, che dapprima erano apparsi raramente nei resoconti di incontri ravvicinati e rapimenti, divengono figure onnipresenti nella narrazione ufologica. Sempre negli anni Ottanta escono nei cinema alcuni film destinati a cristallizzare questa figura nell’immaginario degli spettatori. Uno di questi è proprio un film tratta dalle opere di Howard, ovvero Conan il Barbaro di John Milius del 1982.
La pellicola portò alla ribalta internazionale Arnold Schwarzenegger e e viene ricordata per il grande impatto visivo e la splendida colonna sonora di Basil Poledouris. Il regista John Milius e lo sceneggiatore Oliver Stone si presero molte libertà rispetto al materiale originale e incorporarono nella storia elementi provenienti da altri lavori di Howard. Questo processo riguardò  soprattutto la figura del cattivo, Thulsa Doom, interpretato da James Earl Jones. Nel film questo malvagio stregone ha sterminato la famiglia di Conan e lo ha venduto come schiavo. Anni dopo, una volta adulto, Conan riguadagna la libertà e inizia a vagare da avventuriero finché non viene assoldato dal Re Osric per ritrovare la principessa, la quale è stata letteralmente plagiata da Doom e la sua setta.
Milius e Stone stravolsero Thulsa Doom rendendolo da semplice negromante a vero è proprio cult leader. Capo di un culto dedito all’adorazione di una divinità serpente, egli è dotato di un carisma irresistibile e i suoi seguaci sono succubi. Seppur non venga mai detto esplicitamente è chiaro che Doom sia dotato di poteri ipnotici. In una sequenza Doom si trasforma in un enorme serpente ed è lecito chiedersi se, piuttosto che assistere ad una trasformazione in animale non stiamo assistendo al ritorno alla sua vera forma. Infine, come i rettiliani di cui parlano Icke e altri, Doom e i suoi seguaci si dilettano in orge rituali di sesso e cannibalismo.

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Nella seconda parte di questo articolo affronteremo i vari resoconti di incontri con rettiliani che hanno interessato l’Italia nel corso degli anni Ottanta.

Bibliografia

A Culture of Conspiracy: Apocalyptic Visions in Contemporary America di Micheal Barkun, University of California Press, 2003

Mondi sotterranei e il mito della terra cava di  Walter Kafton-Minkel, Edizioni Mediterranee, 2012

The Mammoth Encyclopedia of Extraterrestrial Encounters: The Definitive Illustrated A – Z Guide To All Things Alien a cura di Ronald D. Story, Robinson, 2002

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